E’ arrivata a proposito questa sosta, per dare alla squadra la possibilità di riprendersi dalle scorie di questa settimana che ha preceduto la sfida con l’Avellino; una settimana caratterizzata da squalifiche, infortuni ed epidemie di influenza che indubbiamente hanno influito sul risultato del Partenio. Ci lasciamo alle spalle una brutta partita che poteva anche finire 0 – 0, per ritrovarci proiettati verso il prossimo impegno contro la Spal, con Rimini ed Avellino sempre più lontani (e lo saranno sempre di più dopo i recuperi di domenica prossima), la Reggiana di nuovo davanti al Napoli di un punto ed a braccetto con il Lanciano, a conferma del fatto che il campionato di serie C è durissimo e che il terreno perduto nel girone d’andata non si recupera più; un rendimento esterno da retrocessione solo a stento controbilanciato dal rendimento interno da promozione secondo solo all’Avellino. Questa sosta ci sta regalando alcuni spunti di riflessione sui quali sarebbe il caso di soffermarsi per cercare di capire dove sta andando il movimento calcistico nazionale in genere, ed in particolare quale potrà essere il destino del Calcio partenopeo. Franco Carraro, bersaglio preferito della contestazione alla base dello sciopero del tifo dei gruppi organizzati del San Paolo, è stato rieletto presidente della FIGC praticamente a furor di popolo (94 % dei voti), con l’appoggio di De Laurentiis e perfino di Luciano Gaucci. Carraro resterà in carica per altri due anni per poi cedere lo scettro ad Abete nel 2007 non prima di aver fatto di tutto per far aggiudicare all’Italia l’organizzazione dei campionati europei del 2012, occasione questa, per un restyling forzato quanto indispensabile dei nostri stadi che dal ciclone “ITALIA ‘90” sono usciti veramente malconci. Sarà un altro massacro? Certo, l’organizzazione di un evento sportivo continentale così importante è qualcosa che scatena gli appetiti di molti speculatori che con gli appoggi politici giusti potrebbero fare grossi affari, ma è anche vero che si va verso un futuro in cui la gestione degli stadi sarà sempre più spesso affidata alle società che li utilizzano, le quali società avranno tutto l’interesse a rendere questi stadi confortevoli, sicuri, e super attrezzati perché diventino delle macchine per far soldi in tutti i modi possibili ed immaginabili. Ma prima che ciò avvenga, Carraro sarà riuscito ad ottenere l’assegnazione degli europei 2012, avviando di fatto la macchina della ristrutturazione di tutti gli stadi (8 per la precisione) che saranno destinati ad ospitare le partite del campionato europeo? E’ quello che il presidente si augura evidentemente, visto come dichiara apertamente che gli europei 2012 sono l’ultimo obiettivo del suo mandato prima di lasciare la presidenza ad Abete, per poi passare a qualche incarico di primaria importanza nell’organizzazione della rassegna continentale; come diceva Totò: “Chi amministra ha minestra”! Ma perché De Laurentiis ha votato per la rielezione di Carraro visto che è stato proprio Carraro a mandare il Napoli in serie C? E’ chiaro che De Laurentiis ha già imparato ad usare il proprio appoggio in federazione come merce di scambio; è noto infatti che il presidente del Napoli non ha mai fatto mistero di contare in un eventuale ripescaggio in serie A qualora ve ne fossero i presupposti (vedi fallimento di qualche società di serie A). Questo vuol forse dire che dobbiamo aspettarci di ritrovarci nella massima serie l’anno prossimo, una volta vinti i playoff di C1? Intanto dobbiamo ancora vincerli i playoff; dopodiché prepariamoci, nella migliore delle ipotesi, a vivere una stagione in serie B che dovrà assolutamente essere quella del definitivo ritorno in serie A e dalla porta principale. Se poi dovesse arrivare l’opportunità di tornare in A con un ripescaggio, non credo che De Laurentiis se la farà sfuggire; a patto però,di evitare di subire il trattamento riservato alla Fiorentina, altra ripescata di lusso che oggi in serie A sta scontando le conseguenze del trattamento di favore riservatole col salto dalla C2 alla B. In questa ottica credo vada visto l’appoggio di De Laurentiis a Carraro, e cioè, non tanto per acquisire un diritto morale ad un ripescaggio, quanto per mettersi al riparo da eventuali ritorsioni del “Palazzo” nel caso in cui il Napoli fosse riuscito ad ottenere il ripescaggio in A senza alcuna contropartita; vale a dire con la sola scusa dei “meriti sportivi”, che peraltro il Napoli può senz’altro vantare più della Fiorentina. Questi sono i possibili scenari futuri che ci aspettano da qui a sei mesi un anno circa. Probabilmente in questo momento è più giusto, ed anche più sano, restare con i piedi per terra e pensare alla Spal, che tra poco verrà al San Paolo a fare la partita della vita, come del resto tutte le squadre che incontrano il Napoli in questo inferno della serie C, e badare ad andare in campo determinati e concentrati per prendersi i tre punti in palio che sono determinanti nella corsa ai playoff. Una Spal che il Napoli dovrà affrontare con una difesa totalmente inedita viste le assenze contemporanee di Accursi, Romito e Giubilato per infortunio e di Scarlato squalificato. Una difesa da reinventare per un avversario da battere a tutti i costi; questa è la dura legge del calcio: per tornare a diventare, come dice Pierpaolo Marino, una regina d’Europa, il Napoli deve battere la Spal, nonostante gli infortuni, nonostante le squalifiche, nonostante Carraro… NapolitanPower |