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31/01/2005
La partita con il Lanciano avrebbe dovuto offrire le risposte a numerosi quesiti, che avevo elencato prima dell'inizio del match. Dopo il sonante 4-1 rifilato ai rossoneri abruzzesi, nel seguente testo trovate le risposte: Gianello, il quale - sebbene dopo la partenza di Belardi gli si fosse chiesto solo di gestire l'ordinario - ha giocato a Padova con una autorevolezza da sorprendere tutti, è davvero valido in un'ottica di continuità e non solo per le emergenze? Gianello ha dimostrato di essere quello che serve al Napoli in questa stagione: un portiere affidabile, capace di gestire l'ordinario senza grosse sbavature. Nessuna responsabilità sul gol di Soncin (splendida girata di destro da posizione ravvicinata con palla sotto il sette, imprendibile), un paio di interventi difficili su palloni subdoli e, proprio ad essere severi, un'uscita un pò avventurosa con palla rimasta agli avversari in area partenopea. Ma va bene così. Grava, appena arrivato, è già in grado di offrire un contributo superiore a quello di Terzi anche da un punto di vista atletico, oltre che tattico e temperamentale? Assolutamente sì! Il terzino ex catanzarese ha bene impressionato per capacità di gioco d'anticipo, velocità ed autorevolezza. Tutto questo nel corso della sua prima uscita con i compagni! Ottimo acquisto, credo proprio che anche il ruolo di terzino destro nella difesa a quattro adesso sia ben coperto. La prestazione di Bonomi sarà tale da consentirgli di mantenere la maglia da titolare a discapito di un ex inamovibile come Mora? Dispiace per Mora, naturalmente, ma la guerra è guerra... Bonomi sta mettendo l'anima in campo e il suo contributo è accettabile sia in fase di contenimento che di costruzione. Nel buco nero del Napooli di Ventura avevo personalmente individuato la possibilità di crescita del terzino sinistro. Montervino saprà mettere al servizio della squadra la sua pregevole condizione fisica anche in un contesto tattico differente rispetto a Padova (il Lanciano dovrebbe giocare più arroccato del Cittadella)? A dir la verità, mentre scrivevo che "il Lanciano dovrebbe giocare più arroccato del Cittadella", già pensavo: e se questi vengono a Napoli e provano a metterla sul piano del gioco e della velocità? Infatti così è stato. La prova di Montervino è stata ancora una volta all'altezza della situazione. Lui è il gregario per eccellenza. Grinta, falli tattici e grande condizione fisica. Si batte come un leone, ma nel primo tempo non è che Fontana se ne giovi molto, dato che è lui a non essere molto in forma. E infatti è come se la luce fosse rimasta spenta per tutta la prima frazione di gara, fin quando... La corsa alla maglia da interno sinistro di centrocampo tra Corrent e Consonni, rischia davvero di essere disputata prima di ogni partita, a seconda anche del diverso approccio alla gara (se in casa o fuori, per esempio)? Oppure uno tra i due riesce a dimostrare che è lui il titolare. Fermo restando che mi auguro che nessuno dei due rientri nell'operazione Capparella (di cui auspico comunque l'acquisto), essendo entrambi sinistri di centrocampo naturali e non adattati, come invece sarebbero Gautieri, Abate e lo stesso Capparella. Ahi, ahi, ahi... caro Reja...La partita di oggi ha dato una risposta precisa, tonante, incontraddicibile. Senza Consonni, e soprattutto con un Fontana a mezzo servizio, il Napoli a centrocampo rischia di essere messo sotto. Ciò è successo troppo spesso nel corso del primo tempo di oggi. Siamo chiari, Corrent è un interditore assai buono al contenimento, ma niente di più. Quello è il suo ruolo, ma se poi il centrocampo vien completato da Montervino, che ha le sue stesse caratteristiche e un Fontana non in vena, si offre all'avversario la supremazia su un piatto d'argento. Entrato Consonni al posto di Corrent, la musica è totalmente cambiata. L'ex spallino è il trequartista insostituibile. L'uomo dell'ultimo passaggio, l'uomo che cerca la profondità, il taglio delle punte. E' il classico giocatore che si colloca tra centrocampo e difesa avversaria, rendendosi difficilmente marcabile. Tecnica di categoria superiore, sinistro morbido, capacità di guadagnare il fondo per il cross. Fisico possente. Fa indubbiamente reparto da solo. E' entrato in campo nella ripresa e dopo due minuti ha regalato a Calaiò la palla del 2-1. Suo il lancio, sempre per Calaiò, per il 4-1. E poi gestione intelligente del pallone e dei ritmi della partita, che con il suo ingresso s'è completamente trasformata. Che altro dire? Immenso (almeno per la C). Fondamentale anche in previsione degli anni a venire (ci si augura non più in C...). Sta veramente crescendo la condizione fisica di Gautieri o non dobbiamo già da ora considerare troppo ampi i margini del suo miglioramento anche a causa di un'età non più verdissima? Questa risposta merita grande attenzione, perché nel ruolo di terza punta larga a destra Reja ha già giudicato negativamente Abate, il quale non sarebbe propenso ai tagli dal tecnico ritenuti necessari. E questo è anche il ruolo naturale di Capparella, più giovane del Gaucho ed in grande condizione per aver disputato un girone di andata a mille con l'Ascoli. In sostanza, Gautieri nella partita col Lanciano potrebbe giocarsi un buon 50% del posto. Il Gaucho ha cominciato la partita con la voglia di spaccare il mondo, ma dopo 10 minuti, Carmando ha "imposto" la sua sostituzione, per evitare che gli si spaccasse un muscolo... In sostanza gli ha evitato un possibile strappo. Breve apparizione quindi dell'esterno napoletano e rinviato il giudizio sulla sua possibilità di poter resistere all'assalto della maglia da parte sia di Abate che di Capparella. A proposito di Abate, entrato in campo in sua sostituzione, c'è da riconoscergli l'aver disputato una gara gagliarda. Il ragazzo è incontenibile fisicamente, deve solo saper gestire meglio i suoi impeti e credo che la guida di Reja possa essere fondamentale per la sua crescita. Oggi ha anche provato quei tagli verso il centro che Reja pretende. Per quanto riguarda Capparella, come ho avuto modo di precisare in un articolo precedente, si aspetta per domani l'ufficializzazione del suo passaggio al Napoli. Ad andare ad Ascoli pare che sarà Toledo e questa è la soluzione più saggia che Marino potesse trovare. Nell'odierna partita dell'Ascoli a Torino, Capparella ha fatto il suo ingresso in campo a 5 minuti dalla fine (in sostanza per i saluti e per non farsi male); un'evidente conferma dell'imminente trasferimento. Nessuno si aspettava da Calaiò prestazioni da Re Mida e che trasformasse in oro tutto ciò che toccasse. Ma che almeno qualche pallone lo toccasse, quello sì. Senza volerne fare assolutamente un caso, sicuramente il il bomber ex pescarese un piccolo problema al momento lo rappresenta, ma il silenzio stampa non ha consentito di sentire la sua versione, sempreché si tratti di qualcosa che avrebbe potuto dire... Nelle due partite sinora disputate in maglia azzurra, è apparso avulso da gioco, sia per demeriti personali (non è che abbia fatto molto per farsi vedere) sia perché poco cercato dai compagni. Problemi di spogliatoio? Problemi col tecnico? Non credo, il giocatore si sarebbe comunque dannato per rispondere sul campo a quanto gli chiedono i nuovi tifosi. Più probabile un blocco psicologico a causa del rigore fallito contro la Fermana. Paura di sbagliare, in sostanza. Forse ha percepito che qualche babbeo già lo considera un pacco. Ebbene, caro Calaiò, non avere paura, muoviti come sai, perché la stragrande maggioranza del popolo partenopeo sa quello che vali. Gioca tranquillo, Emanuele, e vedrai che con grande naturalezza tornerai a gonfiare la rete. E le sensazioni che riceverai per i gol che farai con la maglia azzurra saranno stratosferiche. E sì, dev'essere stato proprio così: sensazioni fantastiche deve aver provato Calaiò dopo ciascuno dei due gol (crampi permettendo) che finalmente ha messo ha messo a segno con la maglia azzurra. Credo che la mia diagnosi: blocco psicologico causato dal rigore fallito contro la Fermana, sia giusta. Anzi, da quel punto di vista le cose stavano addirittura peggiorando nel primo tempo di oggi. Mal servito e ancora nel pieno dei suoi impacci, Emanuele è stato capace di buttare fuori un pallone a porta vuota su ribattuta del portiere. Poi è entrato Consonni e la luce si è accesa anche per lui. Il primo suo gol, col destro su cross a rientrare di Consonni, è una mezza autorete a causa di una deviazione lancianese. Ma il tiro era diretto in porta, quindi il gol va attribuito a lui. Al secondo gol il bomber è arrivato grazie ad una profondità cercata su misura per lui sempre da Consonni, che ha innescato il suo sinistro. La fine di un incubo per il giovanissimo attaccante partenopeo, su cui la Società ha investito fior di milioni. E' stato anche tenero, quando, dopo il suo secondo gol (quello del 3-1), con la maglia strappata e i crampi al polpaccio della gamba destra, si è adagiato per terra, chiedendo di non essere travolto. Tutta la gioia del popolo partenopeo esplode per il nostro attaccante! Ma i napoletani del San Paolo hanno saputo aspettare il loro gioiello: dopo il gol mancato nel primo tempo, si è levato un forte applauso di incoraggiamento per lui. E lui ha cominciato a ricambiare tanto affetto alla sua vecchia maniera. Due gol, tanto per gradire. Nel caso sia chiamato in causa, per il protrarsi dello stato di inabilità di Pià, quali sono le effettive capacità di Pozzi? Da tutti definito come il gioiellino milanista, il ragazzo per un motivo (infortunio) o per un altro (squalifica rimediata in modo imbecille) al Napoli ha dato ancora molto poco, giusto il gol che all'andata fece vincere gli azzurri proprio sul terreno del Lanciano. Non risponderò alla domanda su Pozzi, dato che non ha giocato, a causa del recupero di Inacio Pià. E allora esprimo un giudizio sulla prova di quest'ultimo. Meno male che non era in eccellenti condizioni fisiche! In possesso del pallone diventava il terrore per i difensori avversari. Almeno per i primi due, perché poi il terzo gli toglieva la sfera dai piedi. Ecco l'attuale limite di Pià: è troppo innamorato del pallone e, nonostante i continui inviti di Reja a stare più vicino a Calaiò, lui continuava ad andarsene per le periferie del prato. Fondamentale comunque il fallo da rigore che è riuscito a rimediare verso la mezz'ora del primo tempo, quando si era sullo 0-1 ed in evidente difficoltà psicologica nei confronti degli avversari. E' sgusciato tra due avversari e si è fatto mettere giù appena entrato in area. La sua intesa con Calaiò è ancora praticamente inesistente e perchè questa cresca, oltre alla mano del tecnico, è certo che ci vuole molta buona volontà da parte anche del brasiliano, che deve un pò cambiare il suo modo di giocare. Dopo aver curato in pochissimi giorni la fase difensiva, bloccando la difesa a quattro e facendola proteggere da due mediani come Montervino e Corrent (cogliendo immediati risultati Padova, al punto che la solidità dell'impianto organizzato da Reja è stato in quella partita più forte anche dei soliti momenti di amnesia e sbandamento della squadra), il tecnico goriziano dovrà dimostrare di aver migliorato anche la fase offensiva. Vedremo se consentirà di aumentare il numero di palle gol create, possibilmente mantenendo la medesima concretezza nelle finalizzazioni registrata a Padova. Sotto osservazione anche la tenuta psicologica del gruppo, perché quelle amnesie cui ho fatto riferimento in precedenza dovranno essere gradatamente ridotte, fino a non verificarsi più. A Padova, dopo che Reja aveva avuto appena il tempo di curare solo per pochi giorni la fase difensiva, il Napoli era andato in gol 3 volte. Dopo un'altra settimana di allenamento, della quale il tecnico si dichiarava soddisfatto e nella quale aveva prestato maggior attenzione alla fase offensiva, il Napoli riceve il Lanciano (che era terzo in classifica) e lo manda a casa con 4 gol sul groppone. Quale miglior risposta a chi, dimostrando conoscenze di calcio da raccolta di figurine panini, sostiene che l'allenatore incida in minima parte sul rendimento di una squadra? La scelta di Marino, come ho subito riconosciuto, è stata davvero azzeccata: Reja è un tecnico concreto, quadrato, senza fronzoli, sostanzioso. In più il Napoli si sta anche avvantaggiando dell'esperienza che il goriziano aveva maturata lo scorso anno a Cagliari, dove rilevò la panchina del solito Ventura. Gli ci volle un mesetto per togliere dal cervello e dai muscoli dei rossoblu la ruggine regalatagli dall'allenatore genovese. A Napoli, sapendo già dove mettere le mani per rianimare la squadra, dato che ormai è a conoscenza dei danni subiti, ha rimesso in pista la squadra a tempo di record: 2 partite, 6 punti, 7 gol fatti e 2 subiti. Una squadra che ha manifestato ancora enormi margini di miglioramento. Davvero un peccato che le troppe cortesie con Ventura (leggi il suo tardivo allontanamento) abbiano fatto rendere praticamente irraggiungibili sia Rimini che Avellino... Peccato, perché quel 4-1 subito a Foggia era l'occasione giusta per dare un taglio netto all'ultimo residuo della prima repubblica partenopea (Ventura sa di vecchia mentalità perdente), e cominciare sin da allora il ciclo della Napoli Soccer. Infine, un plauso a Scarlato che, ricordando di essere stato attaccante, ha incornato in rete (il 3-1) da vero bomber una punizione magistralmente tagliata da Fontana. Il sinistro di Fontana ha consentito anche il momentaneo pareggio del primo tempo su rigore. A Presto! Giodecer

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