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26/01/2005
Tranquillizzàti, se non ancora da spumeggianti trame di gioco, dalla comunque sonante vittoria di Padova, ci stiamo dilettando nell'ipotizzare la formazione base del Napoli secondo Reja, alla luce anche degli ultimi ritocchi di questo incredibile mercato di gennaio. Incredibile perché è successo di tutto. Nove nuovi arrivi e al momento solo tre partenze, per un organico da sfoltire, da qui al 31, come il pelo di uno spinone scappato di casa. Incredibile mercato perché nel corso del suo svolgimento s'è verificato il tanto agognato cambio tecnico alla guida del Napoli. E così qualche elemento voluto dal vecchio gestore (vedi soprattutto Consonni) non trova medesimo interesse da parte del nuovo, quantomeno per esigenze diverse in relazione a moduli diversi. Oggi ha firmato l'ultimo arrivo in ordine strettamente cronologico. Si tratta di Gianluca Grava, terzino destro provenienza Catanzaro, di origini casertane e tifoso del Napoli. Grava è il primo calciatore indicato espressamente da Reja. Si andrà a sistemare come esterno difensivo destro nella difesa a quattro, al posto di un mai troppo convincente Terzi. E fin qui siamo tutti d'accordo. Le mille ipotesi di formazione sono state scatenate invece dall'eventuale acquisto di un ulteriore giocatore, operazione che, in un impeto di entusiasmo per la vittoria di Padova, lo stesso De Laurentiis aveva considerata come quasi definita. L'atleta in questione risponde al nome di Marco Capparella, ventinovenne esterno destro di centrocampo di proprietà dell'Ascoli. Da qui fantasie a go-go, dato che il Napoli, pur escludendo Toledo in lista di sbarco, in quel ruolo vede già in competizione il vecchio Gautieri e il giovanissimo Abate. L'idea Capparella è un vecchio pallino di Marino ed è precedente all'arrivo di Reja. Naturalmente il tecnico goriziano, cui è stato richiesto in proposito un giudizio, ha espresso parere estremamente positivo sul giocatore, a mio avviso uno dei migliori esterni italiani. Piccola parentesi: a Reja forse sarà sembrato di essere giunto nel paese dei balocchi quando De Laurentiis, dopo il 3-1 di Padova, ha annunciato gli imminenti arrivi di Grava e Capparella e dichiarato che è pronto a dare a Reja quant'altro gli serva per raggiungere la serie B. Quanto sono lontani i tempi in cui il povero Mazzone si dimise perché Ferlaino non alzò un dito per rinforzare una squadra in caduta libera verso la B! Tornando alle svariate ipotesi di formazione, credo che prima di scervellarsi (ma quant'è bello scervellarsi pensando ad un Napoli vincente...!) occorrerebbe conoscere bene la duttilità tattica di Capparella. Il Napoli di Padova ci ha fatto capire che Gautieri mal si adatta alla fascia sinistra (a dire il vero con questa condizione fisica pare a disagio pure a destra), mentre Abate sembra un po' più versatile, anche se per mandare in gol Montervino da sinistra, ha dovuto fermarsi e cambiare piede per il cross, e non sempre ciò è fattibile. Ma Capparella? Nell'Ascoli è un fior di esterno destro padrone della corsia tracciata nella metà campo avversaria. Non disdegna improvvisi accentramenti per scambi stretti in velocità e conclusioni di potenza e precisione. Abile nei calci da fermo, è giocatore tatticamente utilissimo: si fa trovare sempre al posto giusto e non spreca un pallone. Avete presente il Toledo partenopeo? Capparella è esattamente il contrario. E' un piacere vederlo giocare e la serie B gli sta stretta. Per questo motivo è giusto che venga al Napoli...! Se quella di esterno destro deve necessariamente essere la sua collocazione in campo, sarebbe quarto di centrocampo in fase di ripiego e terza punta nell'azione offensiva. Quindi al posto di Gautieri. Ma se Capparella dispone di duttilità tattica che gli consenta d'essere impiegato, con gli stessi risultati, come interno destro/sinistro o esterno sinistro, il suo eventuale acquisto regalerebbe a Reja un panorama di situazioni tattiche impressionante. Il nuovo allenatore ha sin qui dimostrato di preferire due gregari al fianco di Fontana, al punto da escludere uno dei migliori ultimi acquisti: Consonni. Il cinismo speriamo vincente del Presidente. La mia sensazione è che De Laurentiis stia maturando un cinismo tutto finalizzato alla realizzazione del suo progetto, che consiste nel puntare sempre al meglio, anche se ciò comporta il rinnegare scelte anche molto recenti. In sintesi Aurelio non intende guardare in faccia nessuno e questo è il credo che vuole infondere anche ai suoi principali collaboratori (Marino e il tecnico). In quest'ottica non possono e non debbono esistere scelte di cuore e nessuno gode del privilegio di potersi fare aspettare. E così Gautieri, appena arrivato con tutto il suo bagaglio di aspirazioni azzurre da realizzare, rischia il posto in favore di un giocatore più forte e più in forma. Stesso dicasi per Consonni. Reja deve aver avuto precise indicazioni dalla dirigenza: non si preoccupi di salvaguardare patrimoni appena acquisiti, faccia esattamente ed esclusivamente le scelte che ritenga utili alla promozione in serie B, tutto il resto non ha importanza. E' una mentalità che un po' stride con quegli aspetti romantici del calcio che a volte vorremmo veder salvaguardati. Ma è una mentalità, dura che sia, vincente. Vincente. Le risposte giornalisticamente perfette che spesso il Presidente, da grande esperto di spettacolo quale è, offre ai media, sono diventate sferzanti dinanzi alle bacchettate sulla sua conduzione imprenditoriale della Napoli Soccer. La attuale mancanza di uffici societari, di un centro stabile per gli allenamenti, il cambio dell'allenatore, la scelta dei giocatori e di Marino. La Napoli dei saccenti, la Napoli dei falliti, la Napoli dei commentatori sgrammaticati gli ha contestato tutto. E la risposta di De Laurentiis è stata, è, e dovrà continuare ad essere: "Faccio a modo mio". Ritengo questo approccio l'unica strada per il bene del Napoli. Soprattutto adesso che si è all'inizio: quando la creatura è giovane è normale che sia maggiormente esposta a rischi. L'unico consiglio che darei al Presidente è che davanti ad un'immensa platea come quella del Calcio, per non prestare il fianco a continui attacchi da ogni angolo d'Italia, la forma a volte deve necessariamente differenziarsi dalla sostanza. Ventura andava sicuramente sostituito dopo la debacle di Foggia, ma dal momento che ciò non è stato fatto sembra inutile dire adesso che in quel momento fu forte la tentazione di farlo. Così la gestione dello staff sanitario. Perché sbandierare la sostituzione del medico sociale in un contesto di commento alla partita, senza il tempo di approfondire i motivi di tale scelta? I fatti molto spesso sanno essere più eloquenti delle stesse parole. Perfino meno taglienti.

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