10/02/2007

Nell'aria spettrale del San Paolo è il "Pampa" a rompere il silenzio con un gol che premia un Napoli decisamente concreto. Il Piacenza crea tanto ma resta a mani vuote.

NAPOLI - Non è senz'altro bello da vedere il Napoli di Reja. Gli azzurri soffrono, si complicano la vita, il copione è sempre quello: però, come spesso accade loro, alla fine il gol lo trovano. Eroe del giorno è Roberto Carlos Sosa, il bomber di scorta, partito dalla panchina e inserito da Mister Reja a inizio ripresa per intercettare i tanti cross di Savini. E' curioso vedere come la spinta propulsiva dello stesso Savini si sia esaurita proprio nella ripresa ed è invece il primo cross pericoloso di Grava dall'altra corsia a regalare al "Pampa" il pallone che vale l'aggancio in vetta alla Juventus.

Gli ospiti partono bene mettendo in difficoltà il Napoli con le loro sortite in velocità e un pressing asfissiante su Bogliacino e Dalla Bona. Il Piacenza non fatica a controllare quando il Napoli comincia a guadagnare metri. Gli azzurri sembrano avere due sole alternative in fase offensiva: il lancio lungo per le spizzate di Calaiò, sistematicamente in fuorigioco, e le discese sulla sinistra di Savini i cui cross sono spesso imprendibili per lo stesso Calaiò. L'attaccante siciliano si trova a fianco un De Zerbi abulico, incapace di rendersi pericoloso in zona-gol quanto assente in fase di impostazione.

Dopo un primo tempo chiusosi senza un solo tiro nello specchio, da entrambi i lati, la ripresa regala senz'altro più emozioni e la differenza alla fine la fanno gli episodi. Riccio e Rantier arrivano a un passo da quel gol che potrebbe sbancare questo San Paolo desolatamente vuoto; dall'altro lato è il solito Calaiò a suonare la sveglia con un tiro respinto dai piedi di Coppola. All'ottantesimo minuto, quando sembra che le due porte siano stregate, una si apre all'incornata di Sosa e l'esultanza dei giocatori azzurri rompe lo spettrale silenzio che regna in campo.

Esulta anche Bucchi, "imboscato" all'ingresso del sottopassaggio dopo essere stato cacciato dalla panchina in quanto non inserito nella lista dei diciotto di Reja. Il quarto d'ora, recupero compreso, che resta è fatto di confusi attacchi piacentini, frutto più della rabbia che di azioni manovrate, e del possesso palla degli azzurri fino al sospirato fischio finale di Marelli.

Rovina la festa l'arbitro, quando espelle a pochi minuti dalla fine un incredulo Calaiò, ormai seduto in panchina, per proteste. La prima vittoria a porte chiuse del Napoli pare un ottimo viatico per il prossimo incontro, sempre al San Paolo ma contro un Albinoleffe reduce dal trionfo sul campo del Modena. Sarà l'ennesimo esame di maturità per un Napoli campione di continuità.

Armando Ossorio