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luned́ 11 agosto 2003 - Utenti online : 5


17/04/2003
Il ciuccio e tre personaggi in cerca di soldi Corbelli, Naldi e Ferlaino: gli strani legami d'affari della triade che sta affossando il Napoli MARCO LIGUORI SALVATORE NAPOLITANO Se fosse ancora vivo, a Pirandello basterebbero tre soli personaggi per riscrivere una delle sue commedie piů famose: Corrado Ferlaino, l'ingegnere dalle mille astuzie; Giorgio Corbelli, l'imprenditore sceso dal nord e creatosi in tempi rapidi; e Salvatore Naldi, familiarmente detto Totň, ricco di famiglia ma imbarcatosi in un'impresa piů grande di lui. Un trio ben distante da quello, Maradona-Careca-Giordano, che fece impazzire tutta Napoli a cavallo tra gli anni `80 e '90. Questi tre se ne dicono di tutti i colori, arricchiscono le parcelle dei rispettivi avvocati, fanno pace, si mandano segnali d'amore, per poi ricominciare daccapo. L'ultimo personaggio in ordine di apparizione č Naldi: egli si č trovato in dono, soprattutto grazie al patrimonio della madre, Adelina Fernandes, alberghi e appartamenti che ne fanno una persona molto ricca, ma inadeguata ad affrontare una sfida costosa come quella di essere il principale azionista di una squadra di calcio ambiziosa. E' stato sconsiderato o mantiene l'altrui gioco? Mistero. Naldi narra di soci forti e di contatti internazionali, ma sono bufale, dalle quali, per giunta, non si produce nemmeno la mozzarella. I suoi vantati rapporti di franchising con la Marriott si esauriscono ad un solo albergo, il Flora di Via Veneto a Roma. E, spulciando tra due delle sue societŕ piů importanti, la C.e.r.c. e la Tiberio, si scopre che la prima ha chiuso l'ultimo bilancio con un utile di 1,5 miliardi di vecchie lire, solo sfruttando la cessione di qualche immobile: non solo il calcio, ma tutto il mondo, č plusvalenza. La seconda, che doveva fungere da apripista a Capri, alla fine del 2001 non aveva ancora realizzato una sola lira di fatturato. Non a caso Naldi deve ancora pagare 30,7 milioni di euro per rilevare il restante 60% di azioni del Napoli. Per il momento, Corbelli le custodisce in pegno ed ha avviato un'azione presso il Tribunale di Roma per ottenere il saldo, chiedendo il fallimento della S.a.f., la societŕ che possiede l'Hotel Flora. Dal canto suo, l'imprenditore bresciano č l'uomo che ama il Lussemburgo e San Marino. Basta pensare, solo per fare due nomi, alla Gioca e alla Sportinvest: due sue societŕ che hanno sede nel Granducato. Da quando le sue strade si sono incrociate con quelle del Napoli e del suo storico presidente, Ferlaino, tutte le controllanti sono state trasferite in Lussemburgo. Non solo quella della societŕ azzurra, ma anche altre che si occupano di costruzioni. E' un guazzabuglio dal quale emerge con certezza una sola cosa: tra i tre ci sono ancora molti legami di affari. Come la vicenda del centro sportivo Paradiso di Soccavo, dove si allena la squadra. All'epoca della doppia proprietŕ Ferlaino-Corbelli, il Napoli riscattň il contratto di leasing relativo alla struttura, per poi cederlo successivamente. Il Centro adesso č in mano ad una societŕ che lo ha affittato alla Diciassettezerosette del gruppo dell'imprenditore bresciano, che a sua volta lo ha riaffittato al Napoli. In altre parole, Corbelli č il padrone di casa di Naldi, che, anche in questo caso, non paga. Ma Ferlaino e Corbelli erano soci anche nella Vasto srl, proprietaria, tra gli altri, di Palazzo D'Avalos, prestigioso e centralissimo edificio di Napoli che doveva diventare un centro commerciale. La Vasto č controllata dalla Trigma srl, che fa a sua volta capo alla lussemburghese Vasto Sa. Ora, scorrendo gli appartenenti ai consigli di amministrazione e ai collegi sindacali di Vasto srl e Trigma srl, si notano, oltre a quello di Ferlaino, i nomi di Massimo Matera e Massimo De Martino, professionisti di fiducia di Naldi. Ma per l'ingegnere, le quote di Naldi sono di fatto ancora in mano a Corbelli. Le cose non sono tanto diverse nella
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boa perda de peso
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Pal.co spa, nel cui azionariato, oltre alla Roto spa, di cui č presidente Ferlaino, figura al 30% l'Italgrani, coinvolta in un vecchio crac. Anche in questa Massimo Matera č tra i sindaci: ma la societŕ, nata con l'obiettivo di costruire un'intera zona residenziale a Giugliano, comune a nord di Napoli, č stata posta in liquidazione dal gennaio 2002. L'unico modo per recidere il nodo gordiano che unisce ancora il Napoli con la triade č il fallimento. Solo a quel punto la societŕ potrŕ rinascere, senza piů essere soggetta alla infinita commedia tra Corbelli, Ferlaino e Naldi.